Italiani di Francia

Professeur François FORRAY, storico.
Sulla la base del « Rapporto Italiani nel Mondo 2013 », Fondazione Migrantes.

Gli Italiani dell’Estero finalmente riconosciuti

1969 : istituzione dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.).
1986 : costituzione dei Comitati degli Italiani all’Estero (COM.IT.ES.).
1989 : costituzione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (C.G.I.E.).
2006 : lo Stato Italiano crea una rappresentanza parlamentare dei cittadini dell’estero : 12 Deputati (di cui 6 e successivamente 5 in Europa) e 6 Senatori (di cui 2 in Europa), eletti direttamente dagli Italiani dell’Estero.
Gli Italiani dell’Estero possono votare dal loro luogo di residenza per le elezioni politiche, le elezioni europee, i referendum e le elezioni dei COM.IT.ES..
In questo contesto di mondializzazione dell’economia, lo Stato Italiano e le sue Regioni  cercano di utilizzare i loro concittadini dell’estero come supporti per delocalizzare industrie e servizi « Made in Italy ».
I Paesi di accoglienza riconoscono che gli immigrati italiani contribuiscono all’economia  e generano ricchezze.
Gli immigrati stessi escono dall’anonimato dopo deceni di assimilazione. Si osserva un nuovo interesse per la memoria delle comunità italiane attraverso l’affermazione dei valori di una doppia cultura e una volontà d’integrazione più che di assimilazione alla società locale.

Italiani nel mondo intero : « l’Altra Italia »

Oggi, gli Italiani all’estero sarebbero numerosi quanto gli abitanti della loro patria (si stima il loro numero a 60 e forse 80 milioni di emigrati).
Secondo il Rapporto Migrantes Italiani nel Mondo 2013, 4.341.156 Italiani sono iscritti all’A.I.R.E. ovvero 7,3% della popolazione residente in Italia.
La Francia si trova al quarto posto nella lista dei paesi di accolgienza con 366.170 Italiens (8.7% degli emigranti italiani) dopo l’Argentina, la Germania e la Svizzera.
Dopo l’Unità d’Italia, circa 30 millioni di uomini e donne hanno lasciato il loro paese. Il maggior numero di emigrati internazionali è stato registrato dall’Italia.
Questa presenza italiana nel mondo è il risultato di uno straordinario movimento migratorio iniziato alla fine del XIXe secolo.

Questo movimento presenta due momenti forti :

  • il periodo 1910 – 1913, legato alla destrutturazione dell’economia italiana, alla forte natalità e al disinteresse della classe politica dirigente rispetto alla questione sociale.
  • il periodo 1950 – 1970, prima della ricostruzione e dell’espansione economica dell’Italia.

L’anno 1975  segna una prima inversione della tendenza nel movimento migratorio : per la prima volta, i rientri al paese (123.000) superano le partenze (93.000).
Tra l’anno 2000 e il 2010, circa 405.000 Italiens si sono trasferiti all’estero mentre 450.000 espatriati sono rientrati.
Gli Italiani che tornano sulla loro terra natale sono emigrati anziani che hanno lasciato i loro figli e nipoti all’estero dove tornano saltuariamente.

Gli Italiani in Francia (secondo l’AIRE al 01/01/2013)

La Francia accoglie Italiani di origini varie :

  • Sicilia :                                      61.807
  • Calabria :                                35.862
  • Puglie :                                     31.583
  • Lazio :                                       26.935
  • Veneto :                                  24.546
  • Sardegna :                             24.357
  • Lombardia :                          25.916
  • Campania :                           22.831
  • Friuli :                                      19.172
  • Piemonte :                            20.811
  • Emilia-Romagna :             14.806
  • Abruzzo :                               15.002
  • Toscana :                                11.906
  • Liguria :                                   10.020
  • Umbria :                                     6.771
  • Basilicata :                                6.235
  • Marche :                                    6.203
  • Molise :                                      4.837
  • Trentino-Alto-Adige :        2.343
  • Val d’Aosta :                             1.202

Nel 2006, la Savoia e l’Alta Savoia ospitano un poco più di 20.000 cittadini italiani provenienti da :

  • Sicilia :               17%
  • Calabria :         15%
  • Veneto :            14%
  • Campania :        7%
  • Lombardia :       7%
  • Piemonte :         7%
  • Sardegna :          5%
Da un’emigrazione economica della povertà a un emigrazione tecnologica o per scelta personale

Nel 2012, quasi 60% degli Italiani tra 18 e 24 anni di età si dicono pronti a intraprendere immediatamente un progetto di vita all’estero. Sono i giovani tra 18 e 34 anni del nord-est ad essere i più motivati. Sono attratti dalle opportunità di lavoro (soprattutto se possiedono un titolo di studio universitario), eventualmente da altre opportunità o da un costo della vita inferiore (per i meno diplomati).
Partono quindi i tecnici che seguono la loro impresa in Europa dell’Est, in Africa o in Asia con stipendi adeguati, o giovani che sperano trovare maggior possibilità di lavoro e di evoluzione personale all’estero (Regno Unito, Germania, Svizzera).

Uomini e destini

Il flusso migratorio essendosi rallentato dal 1970, gli Italiani dell’Estero costituiscono una popolazione sempre più vecchia, dall’istruzione elementare ma con un alto livello di riflessione che, tra l’altro, pone il problema dell’inadeguatezza della promozione culturale e linguistica rispetto alla popolazione emigrata.
I destini individuali si spartiscono tra successi e fallimenti. Si mettono in evvidenza più facilmente gli successi e il ruolo promozionale della scuola per i figli di emigrati.

Vivere le proprie radici

Le origini italiane sono vissute diversamente secondo le generazioni di emigrati.  Alcuni preferiscono dimenticare le loro radici, altri le vivono nel loro ambiente familiare, parlano la loro lingua materna, s’interessano alla loro cultura e ai prodotti di origine italiana.
Progressivamente, e in particolare grazie allo sviluppo del turismo, una miglior conoscenza dell’Italia ha permesso di dimenticare i vecchi  clichés e di riconoscere i grandi creatori del Made in Italy : designers, architetti, stilisti, scenografi, artisti, senza tralasciare le stelle del calcio o i cuochi rinomati…
La nuova immagine dell’Italia fa dimenticare la scelta di Mussolini di entrare in guerra al fianco della Germania.
Questa rivalorizzazione dell’Italia e dell’italianità ha permesso a molti Italiani di riappacificarsi con le loro radici, volontariamente dimenticate e di cui avevano allontanato la loro discendenza con l’abbandono, tra l’altro, della loro lingua materna.
Oggi, molte donne anziane, sposate a dei Francesi, desiderano fare riconoscere la loro cittadinanza italiana (che non avevano mai persa in realtà, ma che era stata loro negata dal loro paese di origine perché riconosciute francesi d’ufficio dalla Francia)*

Delle associazioni

Il movimento associativo, con primo obbiettivo di coltivare lo spirito di solidarietà tra i membri della communità e di mantenere il legame con il paese d’origine, si trasforma attraverso un nuovo desiderio di apertura e di partecipazione alla vita locale.
I nuovi migranti non sentono il bisogno di tessere legami con le generazioni precedenti. Il loro livello di istruzione, la loro conoscenza delle lingue straniere, i mezzi di trasporto e di communicazione facilitano la loro integrazione e li rendono autonomi e indipendenti.

Un’integrazione riuscita

L’Italiano non è più “uno strano straniero”. Anzi, attira sguardi molto positivi.
Il vero futuro risiede in una comprensione migliore delle differenze, non per denunciarne i rischi e la pericolosità ma per metterne in valore il potenziale.

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