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« Espérons que… Speriamo che… »

Le coeur à l'ouvrage couverture SNascita del progetto

Di fronte al successo del libro « Le cœur à l’ouvrage. Il lavoro nel cuore » pubblicato nel 2004 e realizzato dall’associazione Piémontais en Savoie sul tema dell’emigrazione piemontese, le associazioni franco-italiane della regione hanno chiesto al COM.IT.ES.  di estendere la ricerca.

In maggio 2006, in collaborazione con le Archives Départementales, il COM.IT.ES. ha intrapreso una ricerca per salvaguardare e valorizzare la memoria dell’emigrazione italiana in Savoia e Alta Savoia.

speriamo che FLYER départGli obbiettivi della ricerca

Gli obbiettivi erano di mobilitare gli Italiani di prima, seconda, terza e quarta generazione e per raccogliere le loro storie di emigrati, ricordare come furono accolti e considerati (dal dispezzo all’integrazione), valorizzare la presenza e il ruolo degli emigrati italiani nella società savoiarda e mostrare la ricchezza di una doppia cultura.

 

speriamo che FLYER espoirScelta del titolo

« Plus que tout homme, l’émigrant emprunte très souvent les chemins de l’espoir. » (introduzione al libro Espérons que… Speriamo che…). Il grande scrittore italiano Edmondo De Amicis sottolineava nel suo libro La carozza di tutti  (1896), « La parola che mi pare la più dolce e la più sapiente delle parole umane è « speriamo ». »

E quante volte questi emigrati italiani avranno pronunciato o soltanto pensato queste parole : « speriamo che… » ?

A nostra volta, speriamo che nessun uomo dimenticherà mai queste parole.

Concretizzazione del progetto

Numerose testimonianze sono state raccolte dalle persone stesse, presso associazioni e istituzioni come il Consolato d’Italia e l’Office National d’Immigration de Modane (che fu operativo dal 1949 al 1969) e presso gli archivi di diversi servizi amministrativi francesi. Si trattava di testimonanze orali e scritte ma anche materiali (fotografie, corrispondenza, oggetti, plastici, opere d’arte…).

speriamo che FLYER venezDopo quattro anni di ricerca, possibile in parte grazie all’appoggio fondamentale dell’Assemblée des Pays de Savoie, il progetto si è concretizzato in :

  • la creazione di un fondo archivistico di memoria orale presso le Archives Départementales de la Savoie
  • una mostra itinerante chiamata « ESPERONS QUE…SPERIAMO CHE… » che ha viaggiato tra le varie città dei due dipartimenti della Savoia ma anche a Grenoble, a Torino per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, e in altre città del Piemonte e del sud dell’Italia. Si stima un pubblico di circa 40.000 visitatori.
  • un libro dallo stesso titolo pubblicato nelle due lingue, francese e italiano.
I capomissioni

Tre capomissioni hanno partecipato a questa ricerca : Angela CAPRIOGLIO, sociologa esperta di studi sociali; François FORRAY, storico savoiardo specializzato nello studio delle relazioni franco-italiane e della civiltà alpina e Valentina ZINGARI, etnologa specialmente incaricata della memoria orale per conto delle Archives Départementales de la Savoie.

Partenariato tecnico

Il COM.IT.ES.  ha beneficiato della collaborazione tecnica del Musée Savoisien di Chambéry, del Conservatoire d’Art et d’Histoire de la Haute-Savoie, del Musée d’Annecy, del Musée de l’Emigration de Frossasco e dell’Ecomusée di Biella.

Partenariato economico

Il progetto è stato finanziato dall’Assemblée des Pays de Savoie, dal Conseil Régional Rhône-Alpes,  dall’ACSE (Agence Nationale pour la Cohésion Sociale et l’Egalité des Chances), dalla DRAC (Direction Régionale des Affaires Culturelles), dalla Ville de Chambéry e dalla Regione Piemonte.

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